Come spiegare il distacco a un bambino

Solo chi vive lontano dagli affetti può capire il dramma del distacco. E’ banale,  ma per affrontarlo al meglio e spiegarlo a un bambino devi prima fare delle riflessioni da adulto.

Mi è stato detto: “mai minimizzare i sentimenti dei bambini”. Quindi non puoi cercare di sollevare la tua sofferenza e il tuo disagio se lo vedi riflesso negli occhi di tuo figlio. “Dai non piangere, non fare così” suona sbagliatissimo, ma è la frase più semplice per mettere a tacere la sofferenza.

Come spieghi la mancanza e il distacco? Da adulto ti fai una serie di riflessioni razionali. A un bambino lo devi motivare con semplicità. E non sono sicura che il mio sforzo di trovare motivazioni “facilmente comprensibili” sia quello più giusto.

Pensa che li rivediamo prestissimo!!! Tu sei fortunato: hai due case dove puoi sempre andare”.  Sì ok, funziona un po’. Ma poi non basta quando hai voglia di giocare con qualcuno che ti vizia, quando hai bisogno di un abbraccio, quando vuoi essere viziato per  tutte quelle cose che mamma e papà non fanno. Il dovere vs il piacere delle coccole, dei vizi, dell’essere al centro dell’attenzione di qualcuno.

spiegare il distacco

E poi lo vedi, un ometto piccino piccino che cerca di fare l’adulto. Sa che è arrivato il momento dei saluti e cerca di farsi forza. Vuole piangere ma si trattiene. Fa il duro, lui. Ti guarda con gli occhioni lucidi e si aspetta che tu gli dica queste cose, che trovi delle consolazioni a lui comprensibili, quelle che si sforza di capire.

Ma poi, lo sai, la sua sofferenza la terrà dentro ancora per un po’. Ci saranno i giorni, i pomeriggi e la sera prima della nanna in cui ti dirà: “mi mancano tanto loro”. E io gli ripeterò: “hai ragione, mancano tanto anche a me, ma ti ho promesso che li rivediamo presto”. Non so se basta, ma per fortuna il tempo aiuta e la nostalgia si dissolve.

L’amore per qualcuno, in qualunque forma si manifesti, sia sofferenza o gioia infinita, vale sempre la pena di accoglierlo e di viverlo…

Grazie di essere stati con Noi per un pò, ci mancate già…

Alessia Scordo

Mi chiamo Alessia, sono una Sociologa appassionata di Comunicazione. Da anni lavoro in Università dove mi occupo di Comunicazione e di Formazione post-Experience, un mondo che amo e che mi consente di stare a contatto con le persone che hanno sempre voglia di evolvere. Ho tante passioni e soprattutto ho sempre voglia di mettermi in gioco e di sfidare me stessa. Per questo motivo, quando ho scoperto che sarei diventata mamma, ho deciso di lanciare un progetto imprenditoriale e un blog sul Baby Shower Party. Baby che…??? In effetti è stata la solita sfida… Per chi ancora non sapesse cos’è il Baby Shower vi rimando ai post pubblicati sul sito. In questo spazio ho deciso di scrivere non solo di Party ma anche di altre cose che mi piacciono e che penso possano piacere ad altre mamme e donne che hanno la buona e sana abitudine di curiosare in rete. La mia più grande fonte di ispirazione? Ovviamente Lui, la persona che ha reso unica la mia vita e che ogni giorno tira fuori il meglio (e a volte anche il peggio) di me… Se avete voglia di seguirmi, curiosate tra le pagine di questo blog, se volete conoscermi meglio mi trovare anche in altri spazi social: Linkedin, Facebook e Twitter.

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